Proposta

Pubblicato: 22/02/2013 in Letteratura
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circuslifeE dunque vi propongo, anche se non potrei iniziare la frase con “E dunque”, vi propongo di scrivere, anzi di inventare con la scrittura. Senza paura d’essere corretti. L’unica regola è la fantasia.

Vi darò alcune frasi ed alcune parole ed alcuni titoli e poi voi scriverete il vs racconto breve.

Chi ancora legge post e commenti sparga la voce.

Nei prossimi giorni inserirò tutte le informazioni.

Bye.

Il prof

Buon anno

Pubblicato: 03/01/2012 in Letteratura, Novecento

Gennaio (Dino Buzzati)

Tra poco, cominciando l’anno nuovo, qualcuno di voi forse riuscirà a udire la sua voce.
Gennaio in fin dei conti è un mese pressappoco uguale agli altri. Agli occhi degli uomini è invece il mese più importante; e l’importanza sta tutta nel principio, nel primo giorno, nella prima ora, nel suo primissimo minuto.
Dicono infatti che a mezzanotte in punto, nell’atto di venire al mondo, emetta una sua voce e che da questa voce si possa capire che razza di annata seguirà.
Ma a mezzanotte c’è baccano. Crepitano bottiglie di spumante, risate, grida, schiocchi di baci, petardi fuori nella via. E in tanto strepito si perde la voce misteriosa.
Ci sono, è vero, anche coloro che non fan baldoria; e pure questi sono svegli, quando gennaio arriva; se non altro per curiosità.
Magari si sono già ficcati in letto e di qui tendono le orecchie; ma udire non potranno perché intorno, nelle case e nelle vie, gli altri fanno festa.
No, nemmeno negli ospedali e nelle carceri, dove solitamente a mezzanotte regna un tetro silenzio, neppure nelle corsie e nelle celle vigilate da lugubri lumini, la voce viene udita; perché, quando l’anno nuovo comincia, la vita anche là dentro si riaccende, e pazze voci di augurio si rispondono di letto in letto, da un’inferriata all’altra.
Quando sono terminati i dodici rintocchi della mezzanotte, un anno muore ed uno nasce.
Gli uomini fanno festa e gli echi delle risate, del frastuono e degli scoppi raggiungono anche i luoghi più tristi e nascosti, diffondendo ovunque speranza ed allegria. Tutti si scambiano auguri e nessuno ode la voce che non si può distinguere e che rappresenta il mistero di ciò che ci serberà il futuro. Ti è qui rivelata una verità profonda e colma di saggezza: è meglio non sapere come sarà il domani per potersi abbandonare alla speranza.

Un saluto dal prof

Pubblicato: 25/07/2011 in Letteratura, Novecento, Poesia

“Dino Campana era tarchiato, di mezza statura, si sarebbe detto un mercante, a giudicarlo dall’apparenza, un eccentrico mercante con magri affari. Le commesse dei bar, i camerieri e gli estranei lo guardavano con circospetta ilarità. Aveva una lunga capigliatura biondo-rosso, folta e riccioluta, che gli incorniciava un viso di salute; due baffetti che s’arrestavano all’angolo delle labbra e una barbetta economica che non s’allontanava troppo dal mento”.

 

Da “Canti Orfici”

O poesia poesia poesia
Sorgi, sorgi, sorgi
Su dalla febbre elettrica del selciato notturno.
Sfrenati dalle elastiche silhouttes equivoche
Guizza nello scatto e nell’urlo improvviso
Sopra l’anonima fucileria monotona
Delle voci instancabili come i flutti
Stride la troia perversa al quadrivio
Poiché l’elegantone le rubò il cagnolino
Saltella una cocotte cavalletta
Da un marciapiede a un altro tutta verde
E scortica le mie midolla il raschio ferrigno del tram
Silenzio – un gesto fulmineo
Ha generato una pioggia di stelle
Da un fianco che piega e rovina sotto il colpo prestigioso
In un mantello di sangue vellutato occhieggiante
Silenzio ancora. Commenta secco
E sordo un revolver che annuncia
E chiude un altro destino.

Consigli per gli esami

Pubblicato: 13/06/2011 in Uncategorized

Per lo scritto d’italiano vi consiglio di ripassare Pascoli e l’analisi del testo (parafrasi, metrica e metafore, similitudini ecc.). Non si sa mai.

Buono studio

In questo sito trovate una buona sintesi: NEOREALISMO

Anche questo sito è molto interessante con corrente letteraria, autori e opere: Neorealismo 2

Intanto l’ermetismo…Ermetismo

Il manifesto del futurismo fu scritto da FTM (Filippo Tommaso Marinetti) nel 1909. Prima venne pubblicato in Italia su testate giornalistiche nazionali, ma solo dopo la pubblicazione sul quotidiano francese “Le Figarò” raggiunse una fama internazionale. Nacque come reazione alla cultura borghese dell’Otto-Novecento, compreso il decadentismo dannunziano. Le “parole in libertà” dovevano sostituire la retorica tradizionale.

Nella pagina seguente (Wiki) trovate altre informazioni utili ed il testo del manifesto: MANIFESTO FUTURISTA.

Questa altra immagine è famosa per essere una ricostruzione visivo-testuale della Guerra. Così sapete con chi prendervela per le MAPPE CONCETTUALI.

INDOVINELLO: chi è Filippo Tommaso Marinetti in questa foto?

Sulla vita di Pirandello, oltre a wikipedia (che andrebbe più che bene), c’è questo sito dove trovate una biografia sintetica: http://www.italialibri.net/autori/pirandellol.html

Per quanto attiene alla poetica invece potete sempre vedere wikipedia, oppure qui trovate una poetica sintetica, oltre ad una biografia e ai testi zippati di Pirandello: http://www.homolaicus.com/letteratura/pirandello.htm

Buon lavoro.

Apparenza e realtà

Pubblicato: 26/04/2011 in Letteratura, Novecento, Poesia

Luigi Pirandello (Girgenti 1867 – Roma 1936), poeta, scrittore e drammaturgo italiano, insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1934.

Questa è la differenza, da lui operata, fra comico e umoristico,  e che ci dà il senso del pensiero e della poetica pirandelliana (source: Wikipedia).

L’umorismo

Nel saggio “L’umorismo” Pirandello distingue il comico dall’umorismo. Il primo, definito come “avvertimento del contrario”, nasce dal contrasto tra l’apparenza e la realtà. Nel saggio citato Pirandello ce ne fornisce un esempio:

« Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di qual orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. “Avverto” che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa espressione comica. Il comico è appunto un “avvertimento del contrario” »
(L. Pirandello, L’umorismo, Parte seconda)

L’umorismo, invece, nasce da una considerazione meno superficiale della situazione:

« Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente, s’inganna che, parata così, nascondendo le rughe e le canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico »
(L. Pirandello, L’umorismo, Parte seconda)

Quindi, mentre il comico genera quasi immediatamente la risata perché mostra subito la situazione evidentemente contraria a quella che dovrebbe normalmente essere, l’umorismo nasce da una più ponderata riflessione che genera una sorta di compassione da cui si origina un sorriso di comprensione. Nell’umorismo c’è il senso di un comune sentimento della fragilità umana da cui nasce un compatimento per le debolezze altrui che sono anche le proprie. L’umorismo è meno spietato del comico che giudica in maniera immediata.

« non ci fermiamo alle apparenze, ciò che inizialmente ci faceva ridere adesso ci farà tutt’al più sorridere. »
(Luigi Pirandello)

Pasqua

A festoni la grigia parietaria
come una bimba gracile s’affaccia
ai muri della casa centenaria.

Il ciel di pioggia è tutto una minaccia
sul bosco triste, ché lo intrica il rovo
spietatamente, con tenaci braccia.

Quand’ecco dai pollai sereno e nuovo
il richiamo di Pasqua empie la terra
con l’antica pia favola dell’ovo.

G. Gozzano